Liquirizia “Pura” come esaltatore di sapori nel GinTonico, una scoperta

Rifletto su questa cosa da un po’, una “scoperta” diciamo casuale, che, per quanto banale possa essere, ha rivoluzionato il modo di preparare il GinTonico di chi vi scrive.

Liquirizia

Il tutto nasce da una chiaccherata con un produttore storico di Liquirizia, la cui ditta nasce nel 1836 (Liquirizia Menozzi De Rosa), conoscerete tutti le loro caramelle “Tabù”: io ho la fortuna di vivere nella stessa città in cui è situata questa industria e per riflettere su delle questioni, ho avuto modo di parlare con il titolare: proprio da un suo spunto è nata questa idea.

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Liquirizia

Sappiamo bene che la radice di liquirizia è presente nella maggioranza dei Gin sul mercato, essendo uno dei “botanici” più usati e a volte di provenienza italiana. In Spagna è spesso inserita anche per condire/guarnire il GinTonico, quindi niente di nuovo. Ciò che mi ha colpito della chiaccherata col Signor Aurelio invece, e che non sapevo, è che la liquirizia, l’estratto puro della radice di liquirizia, è usato nell’industria alimentare anche come esaltatore di sapore. Dunque, perché non provare a tuffare della liquirizia pura nel GinTonico? Una idea banale, semplice, riproponibile, comoda e assolutamente funzionale.

Non chiedo a nessuno di fidarsi, provate anche voi!

Liquirizia

Il punto è che essendo così semplice, ho voluto testare e provare varie soluzioni, ascoltare pareri, qualificati e non, informarmi e vedere se fosse qualcosa di già presente altrove: ebbene pare proprio di no, quindi così banale, mi ripeto, e nessuno che ci abbia pensato prima? Dov’è il problema? Da questi dubbi è nata la mia cautela, e quindi cautelamente vi sottopongo i miei risultati e i miei esperimenti.

Liquirizia

Bisogna usare la giusta quantità di liquirizia inanzitutto, provando con caramelle più grandi, ho notato che il gusto risultava troppo modificato. La questione è che mettendo un piccolo pezzo nella preparazione del vostro GinTonico, saranno esaltate delle note in particolare, senza prendere il sapore stesso della caramella: è questa la cosa sorprendente. Il vostro non sarà un GinTonico ALLA liquirizia, ma un GinTonico con dei sapori ESALTATI.
Qui sta la difficoltà, trovare la giusta alchimia: io ho provato con Gin che già avessero della radice di liquirizia all’interno della ricetta, per restare coerente con lo spirito di chi ha creato il prodotto, ma mi sono concesso delle divagazioni; il discorso è che non si riesce a prevedere quale nota sarà esaltata e si procede per tentativi. Per esempio, nel tentativo con The Duke Gin la lavanda è stata clamorosamente spinta dalla liquirizia, troppo secondo i miei gusti personali, ma per chi gradisce sarà un’esplosione floreale nel palato.

Liquirizia

Con Tanqueray, Bombay Sapphire e Beefeater funziona benissimo, un piccolo twist che crea un prodotto molto interessante, in generale lo consiglio per quei Gin che possano prestarsi alla sperimentazione, ma può essere anche un gioco, andare a caccia della nota, nei differenti Gin. Personalmente ritengo che non tutti vadano potenziati, alcuni devono restare come sono, altri possono essere spinti.
Abbiamo fatto vari tentativi e funziona davvero, da un paio di mesi ho aggiunto la liquirizia nella preparazione del GinTonico base: con il Tanqueray ad esempio, permette di avere un drink molto saporito e gustoso, con un rapporto Qualità/prezzo altissimo: quindi ora non resta che aspettare di sapere cosa ne pensate voi che leggete, i risultati dei vostri tentativi, le vostre opinioni.

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